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Aggiornamento mensile dello SCORE dei mercati. Migliora…

Lo Score rimane positivo in tutte le aree.
Rimane negativo il segnale macro relativo agli Stati Uniti a segnalare la difficoltà a mantenere il tasso di crescita che ha caratterizzato l’economia a stelle e strisce negli ultimi anni (la sorpresa di un trimestre sopra le attese non è sufficiente).
Rimane negativa anche l’Italia che non riesce a crescere ad una velocità pari a quella che il suo potenziale consentirebbe.

La posizione ciclica a lungo termine dei mercati azionari è ancora in fase di espansione (per alcune aree avanzata). Quella di medio periodo sta migliorando anche se i livelli attuali indicano ancora una fase di debolezza.
Statisticamente non si è mai verificata una crisi dei mercati azionari nelle prime due fasi di espansione ciclica (quelle in cui ci troviamo ora se analizziamo la posizione ciclica di lungo periodo) ed in particolare quando sono accompagnate da un Premio al Rischio positivo (rendimento atteso sull’azionario misurato in utili attesi maggiore del rendimento offerto dai bond a medio/lungo termine). Questo non esclude però fasi di ribasso che se sostenute dalla posizione di medio lungo termine diventerebbero occasioni di acquisto.
Rimane elevata la leva (Margin Debt), ma la variazione anno su anno non ha raggiunto livelli di allerta. Il valore raggiunto rettificato per inflazione e massa monetaria segnala che vi è ulteriore spazio di incremento. A nostro avviso il mercato non sta usando tutta la leva che la montagna di liquidità consentirebbe di sfruttare, anzi in rapporto a quest’ultima siamo addirittura sotto la media storica.

Anche il rapporto P/E sul mercato leader (Usa) meriterebbe alcune riflessioni. Se da una parte è vero che gli attuali livelli sono elevati rispetto alla sua media storica vi sono alcuni aspetti che affronterò nelle prossime settimane che potrebbero far apparire il mercato “meno caro” di quanto ritenga la maggior parte degli operatori. Un punto di vista alternativo (giusto o sbagliato lo diranno i lettori) per analizzare l’attuale contesto del mercato e ragionare fuori dal coro.

Di seguito la dashboard con lo score totale ed il cruscotto con il dettaglio dei singoli indicatori (valore precedente ed attuale) per ogni area analizzata.

I portafogli modello aumentano la componente azionaria globale e risultano ora così composti:

  • 9% bond (precedente 21%)
  • 21% azionario Usa
  • 30% azionario Europa
  • 40% azionario globale (precedente 28%)

Nel frattempo buona lettura e buon investimento a tutti.

 

Metodologia

Per la costruzione dei portafogli modello (trattandosi di casi di studio) vengono considerate solo le seguenti aree:

  • Globale (peso massimo 40%)
  • Usa (peso massimo 30%)
  • Europa (peso massimo 30%)

Ad ogni area geografica/paese viene assegnato un punteggio (score) che va da 0 a 100 e che altro non è che la sommatoria dei punti assegnati ad ogni indicatore da noi monitorato:

  • 50 punti agli indicatori macro (Composite Leading Indicators 30 + Premio al Rischio 20)
  • da 10 a 30 punti alla posizione ciclica del mercato azionario di riferimento. Viene considerata la posizione ciclica a lungo termine (trimestrale) al fine di individuare il trend di medio-lungo del mercato. Per rendere più significativo il segnale il punteggio è ora pesato in base alla forza del trend in atto.
  • 10 punti al segnale sulla leva finanziaria (Margin debt rettificato)
  • 10 punti all’indicatore sullo Stress dei mercati

Un punteggio pari o superiore a 50 indica una condizione potenzialmente profittevole per l’investimento azionario (economia in espansione e sentiment del mercato in miglioramento).

L’indicazione POSITIVO o NEGATIVO si riferisce solo al segnale macroeconomico. Una discrepanza tra segnale macro e score può indicare anomalie che devono essere monitorate.
Per es un segnale macro di NEGATIVO accompagnato da uno score pari o maggiore di 50 significa che il mercato è sostenuto principalmente dalla posizione ciclica del mercato finanziario. Questo potrebbe preludere ad un’inversione al ribasso dei mercati qualora il segnale macroeconomico negativo seguisse un precedente segnale positivo o  viceversa qualora fosse parte di una lunga sequenza di segnali macro negativi uno score sopra 50 potrebbe indicare una svolta al rialzo dei mercati nel tentativo di anticipare notizie positive sul lato economico.

PS il valore di 50 utilizzato come spartiacque deriva dallo studio di quanto si è verificato in passato. Nulla vieta di considerare valori superiori (come per es 60) al fine di avere un segnale più solido e meno soggetto a falsi segnali. Il rovescio della medaglia sarebbe però quello di prendere atto della svolta positiva tardi o di quella negativa troppo in anticipo.


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