Come evitare di affogare nella MEDIA del mercato, magari ricorrendo ad un allenatore.

Puo’ un uomo alto 5 metri affogare in un fiume la cui altezza media e’ di 4 metri?
Immaginate di essere nella condizione di dover attraversare un fiume a nuoto la cui profondità media e’ inferiore alla vostra altezza. Questo significa che qualora doveste smettere di nuotare (per stanchezza o altro impedimento) potreste trovarvi in un punto la cui profondità e’ tale da consentirvi di sopravvivere o, sfortunatamente, in uno talmente profondo da farvi annegare.

Preoccupati?
Aggiungiamo la seguente informazione:

  • più ci si avvicina all’altra sponda del fiume minore e’ la profondità e minori sono i punti in cui l’acqua e’ superiore alla vostra altezza. Quindi aumenta la probabilità di non affogare

A questo punto l’aspetto principale consiste nel capire se la distanza da percorrere a nuoto e’ nelle vostre capacita’. Più vi avvicinerete all’altra sponda minore sara’ il rischio di affogare.
Qui sorge IL problema.
Pochi sono in grado (o vogliono dirvi) con esattezza quanto e’ largo il fiume.
Difficile quindi prendere una decisione. Se vi basaste sulla sola profondità media potreste prendere una decisione avventata sottostimando il rischio.
L’ideale quindi sarebbe trovare un sistema semplice per calcolare con una buona approssimazione la distanza al fine di prendere la decisione se attraversare o meno il fiume minimizzando il rischio di affogare. In parole semplici se l’obiettivo e’ per voi raggiungibile facendo affidamento sui vostri mezzi.

Vi state chiedendo cosa centra il nuoto con i mercati finanziari??

Il mercato azionario leader (quello statunitense) ha generato un rendimento medio annuo del 9,50% circa dal 1928.
Nonostante ciò i risultati a breve termine possono variare ed i rendimenti azionari nei singoli periodi possono essere positivi, negativi o nulli. Ne deriva che quando si pianifica un investimento è necessario considerare come si sia ottenuto tale risultato medio per evitare di crearsi false aspettative ed in particolare di confondere il rendimento medio di lungo periodo con un rendimento certo di breve periodo (e cioè di aspettarsi ogni anno un rendimento positivo pari alla media storica).
Riprendendo l’esempio dell’attraversata significa evitare di illudersi di potersi fermare in qualsiasi punto e toccare il fondo con i piedi. Soprattutto all’inizio della traversata.

Trattandosi quindi di una media la domanda da porsi e’:

Quante volte i rendimenti annuali del mercato azionario si sono effettivamente allineati con la media a lungo termine?
Tradotto: quanti sono i punti del fiume in cui la profondità dell’acqua e’ tale da farvi affogare?

La figura 1 mostra i rendimenti annui (puntini blu) per l’indice azionario americano S&P500 dal 1928, mentre la linea arancione la media storica del 9,50% circa.
L’S&P500 ha avuto una performance annua vicina alla sua media storica in meno di 10 anni su 90. Nella maggior parte degli anni il rendimento dell’indice si e’ allontanato da essa, spesso al di sopra o al di sotto di un ampio margine, senza schemi evidenti (in questo caso si dice che vi e’ un’ampia dispersione dei rendimenti). Questi dati sottolineano l’importanza di guardare oltre i rendimenti medi e di essere consapevoli della gamma di risultati potenziali che il mercato può offrire (nel bene e nel male).

Figura 1

Nonostante l’incertezza della performance annuale gli investitori possono potenzialmente aumentare le loro possibilità di avere un risultato positivo mantenendo un focus a lungo termine. Cosi’ facendo la priorità diverrà quella di ottenere un risultato cumulato positivo  in un determinato arco temporale (arrivare il più vicino possibile all’altra sponda) e non concentrarsi sulla performance nel singolo anno sperando che corrisponda alla media storica (sperare di fermarsi in un qualsiasi punto del fiume e toccare il fondo con i piedi).

Nella figura 2 e’ evidente che nonostante non via sia garanzia di un rendimento annuo positivo o in linea con la media storica, nel lungo periodo il risultato cumulato e’ positivo.

Figura 2

Ma quando deve essere “lungo” il lungo periodo per avere un’elevata probabilità di ottenere un ritorno positivo?
Per decidere se attraversare a nuoto il fiume devo sapere quanto e’ largo in quanto devo valutare se sarò in grado di raggiungere l’altra sponda o di avvicinarmi il più possibile ad essa dato che, come scritto sopra, la profondità diminuisce ed aumentano i punti in cui posso toccare il fondo con i piedi.

Nel ns esempio la figura 3 mostra la frequenza storica dei rendimenti positivi su periodi di rolling di uno, cinque, dieci e quindici anni nel mercato statunitense. I dati mostrano che, se la performance annua positiva non è mai assicurata, le probabilità degli investitori di ottenere un risultato positivo migliorano su orizzonti temporali più lunghi. L’orizzonte temporale di 15 anni ha quasi sempre restituito all’investitore un risultato NON negativo (quindi superiore allo 0%).

Figura 3
In questo caso possiamo dire che la larghezza del fiume da attraversare è di circa 15 anni. Una distanza tale da consentici di arrivare alla meta riducendo quasi a zero il rischio di affogare (che finanziariamente significa non avere manco la somma di denaro investita per far fronte alla spesa pianificata).
Mentre gli investitori trovano facile mantenere l’investimento in anni con rendimenti superiori alla media, i periodi con risultati deludenti potrebbero mettere alla prova la loro fiducia nei mercati azionari. Essere consapevoli della gamma di potenziali risultati può aiutare gli investitori a rimanere disciplinati aumentando le probabilità di successo dell’investimento.
Cosa può aiutare gli investitori a sopportare gli alti e bassi?
  1. Sicuramente una comprensione di come funzionano i mercati (capire che la profondità del fiume varia).
  2. Anche una asset allocation che si allinei alla tolleranza di rischio personali è preziosa (quindi che la traversata che si accinge a fare non sia emotivamente ed economicamente impegnativa per l’investitore).
  3. Che il periodo di detenzione ottimale dello strumento finanziario utilizzato corrisponda all’orizzonte temporale dell’obiettivo dell’investitore (che la larghezza del fiume corrisponda a quanto stimato).
Il primo aspetto puo’ migliorarsi con l’educazione finanziaria.
Il secondo e’ oggetto della recente normativa MIFID2.
Il terzo può essere calcolato con buona approssimazione senza dover ricorrere a complicati calcoli sulle serie storiche, ma utilizzando una formula che sara’ oggetto del mio prossimo articolo sulla rivista Invertors’ (www.investors-mag.it).
Se tutto questo puo’ sembrare complicato e’ sempre possibile farsi aiutare da un allenatore: un consulente finanziario.
Egli può svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare l’investitore a risolvere questi e altri problemi, nonché a focalizzarsi sugli obiettivi a lungo termine e rimanere disciplinati.


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Mauro Pizzini

Mauro Pizzini

Consulente finanziario da diversi anni svolge la propria professione in un istituto bancario del Nord Italia. Iscritto albo dei promotori finanziari ha conseguito la certificazione Efa (European Financial Advisor) nel 2009 ed Efp (European Financial Planner) nel 2015. Premiato come Top Specialist ai Pfawards 2016 collabora con la rivista Investors (http://www.investors-mag.it).

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