ENNESIMA RIFORMA PREVIDENZIALE

 

Iniziamo con 3 citazioni del Presidente dell’Inps A.Mastrapasqua:

1. Prevedere, provvedere, proteggere devono essere e diventare sempre di più parte integrante del piano di vita di ciascuno e, soprattutto, dei giovani lavoratori;
2. La pensione non sarà più come è stato per i nostri padri e per molti di noi meno giovani;
3. Ormai si deve ragionare di previdenza come un mix pubblico-privato, obbligatorio-complementare, e questo richiede informazione ed educazione.


Queste citazioni seguono un’ennesima riforma previdenziale, la Monti-Fornero varata lo scorso mese di Dicembre dopo le riforme di Amato, Dini, Maroni, Damiano, Sacconi e Tremonti.
Con quest’ultima cambia tutto.

REGIME CONTRIBUTIVO

Il calcolo della pensione dal 1° gennaio 2012 sarà innanzitutto “contributivo”: tanto versi, tanto prendi, senza differenze tra i lavoratori, tutti nello stesso calderone.
Con la pensione contributiva il lavoratore accantona ogni anno parte dei propri guadagni sotto forma di “contributi” per poi ricevere, quando andrà a riposo, una pensione (cioè una rendita).
L’aliquota contributiva è fissata nella misura del 33% per il lavoratore dipendente (23,81% pagato dall’impresa e il 9,19% dal lavoratore), il 21,30% (24% entro il 2018) per il lavoratore autonomo e il 27% per il co.co.pro.

RENDIMENTO SUI CONTRIBUTI VERSATI

I contributi così versati costituiscono il “montante contributivo” che produce anche una sorta di interesse il cui tasso è legato alle variazioni del PIL (Prodotto Interno Lordo): quindi più cresce l’Azienda Italia, maggiori sono i guadagni per i lavoratori.
Purtroppo, essendo i contributi rivalutati in base alla media quinquennale del Pil, ci troviamo in questi anni in territorio negativo: PIL2008 = -1,2% PIL2009 = -5,5% PIL2010 = +1,8% PIL2011= +0,5% e le previsioni Eurostat per i prossimi 2 anni sono PIL2012 = -1,7% PIL2013 = -0,4%.
Oggi le stime pubbliche sul tasso di sostituzione, ovvero sulla percentuale dell’ultimo stipendio che si avrà come pensione, si basano su un Pil medio dell’1,5% ormai superato.

ETA’ PENSIONABILE

Nel 2018 tutti andranno in pensione a 66 anni e 7 mesi (uomini-donne-dipendenti-autonomi).
Negli anni successivi al 2018 si terrà conto dell’adeguamento della speranza di vita, quindi l’età aumenterà.
Prima del 2018 l’età pensionabile dipende dalla categoria appartenente, esempio nel 2012 sarà di 66 anni per i lavoratori dipendenti, autonomi e lavoratrici del pubblico impiego.
Sarà di 62 anni per le lavoratrici dipendenti del settore privato e 63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome.
Per la pensione anticipata (precedentemente chiamata di anzianità) non saranno più sufficienti i 40 anni di contributi ma saranno necessari:
nel 2012 per gli uomini 42 anni e 1 mese, per le donne 41 anni e 1 mese
nel 2013 per gli uomini 42 anni e 2 mese, per le donne 41 anni e 2 mesi
nel 2014 per gli uomini 42 anni e 3 mese, per le donne 41 anni e 3 mesi.
Da tener conto comunque che chi va in pensione prima dei 62 anni con la pensione anticipata avrà delle penalizzazioni (limitatamente alla quota di calcolo retributivo).

CALCOLO DELLA PENSIONE

Al momento di lasciare il lavoro, il montante contributivo sarà convertito in pensione mediante applicazione di una aliquota percentuale detta “coefficiente di trasformazione”.
La sua misura, che è prefissata dalla legge, cresce con l’aumentare dell’età:
57 anni = 4,419% 62 anni = 5,093% 65 anni = 5,620% …ma presto queste aliquote verranno riviste e aggiornate, logicamente al ribasso, visto l’aumento dell’invecchiamento della popolazione.
Quindi 100.000 euro di contributi versati daranno una pensione a 65 anni di 5.620 euro annui (100.000 x 5,620%).

CONCLUSIONI

Proprio un mondo di incertezze: incerta l’età pensionabile, incerto il rendimento sul montante contributivo e incerto il coefficiente di trasformazione.
Di certo è che bisogna fare qualcosa per occuparci del nostro futuro, perché è lì che dobbiamo passare il resto della nostra vita.
Quindi che fare? Due regolette sempre valide: restare alla larga dal sentito dire e affidarsi a qualcuno di fiducia esperto in materia.
Aspettare e non far nulla non fa altro che aumentare l’incertezza.


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Simone Favaretto

Specialista in Soluzioni Finanziarie/Assicurative per Famiglie con Bambini. Consulente Certificato EFA. Sono un papà di un bambino che mi riempie di ambizioni, come quello di aiutare altri genitori che vogliono creare un salvadanaio per i propri figli.

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