FONDAMENTI DI ANALISI QUANTITATIVA

Gli strumenti finanziari che offrono la maggiore diversificazione possibile sono gli OICR acronimo d Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio. L’obiettivo che mi pongo è quello di fornire al lettore una spiegazione degli indicatori quantitativi che sovente accompagnano un fondo/ sicav.

Il fondo comune d’investimento è costituito da un insieme di strumenti finanziari il cui valore è variabile per effetto del movimento dei prezzi delle attività medesime. Pertanto, le oscillazioni nel valore del portafoglio sono strettamente legate all’andamento dei mercati finanziari. Quindi possiamo capitare in mezzo a fasi rialziste come in mezzo a fasi ribassiste. L’alternanza di queste due fasi comporta performance molto differenti in diversi portafogli a causa del diverso timing di entrata. Le performance dei portafogli sono dettate più dalle emozioni che da scelte razionali. I mercati hanno sempre oscillato. Le performance dei nostri portafogli è dettata più dai comportamenti nostri che dall’andamento dei mercati.
Lo strumento fondo comune è uno strumento che permette una notevole diversificazione il che comporta una notevole riduzione dei rischi. Vediamo con quali strumenti ne possiamo analizzare le performance e scegliere.
Provvediamo, quindi, a fornire alcuni strumenti di analisi dei fondi comuni.

Analisi grafica della performance.
Un primo metodo per esaminare un fondo è confrontarlo con il suo benchmark di riferimento. Il benchmark è un parametro oggettivo di che ha il compito di caratterizzare il fondo. Detto parametro può essere un indice di mercato, indici rappresentativi di settori oppure un mix degli stessi.
Quando il grafico dello strumento si trova sopra il suo benchmark significa che il gestore ha fatto meglio del mercato. Nel caso contrario il gestore ha fatto delle scelte che non hanno prodotto gli effetti sperati..
L’analisi grafica ha il vantaggio dell’immediatezza che è anche il suo punto debole poiché può dare luogo a giudizi affrettati.
Non sempre il benchmark dichiarato dal gestore è quello effettivamente seguito. La Style Analysis permette di determinare (ex post) l’effettiva politica d’investimento di un fondo. La tematica della Style analysis verrà affrontata più avanti in questo articolo.

Analisi quantitativa.
Al fine di superare le criticità dell’analisi grafica vi sono alcuni strumenti quantitativi (basati si cifre) che possono dare qualche informazione in più ma hanno anche delle criticità che proveremo ad enunciare.

L’indice di Sharpe:
E’ un indicatore di performance corretta per il rischio. La formula matematica di detto indice indica l’extra rendimento per unità di deviazione standard. L’indice ci comunica quanti rischi abbiamo corso per ottenere un determinato rendimento. Nella scelta fra due fondi scelgo a parità di performance quello con l’indice di Sharpe più alto. Il motivo è presto detto. Quello con Sharpe più alto mi dice che il gestore è stato molto bravo nel controllo del rischio.


In altri termini possiamo paragonare l’indice di Sharpe ad un rapporto qualità prezzo. Al numeratore gli excess retun rispetto al rendimento dell’attività priva di rischio, mentre al denominatore la volatilità del fondo (prezzo da pagare).
L’indicatore ha dei difetti. In primo luogo non tiene conto della sequenzialità dei rendimenti ed il ranking dei fondi cambia a seconda del livello prescelto del risk free inoltre, perderebbe di significato in caso di rendimenti negativi.

Indice di Treynor:
L’indice di Treynor è dato dal rapporto tra il rendimento in eccesso del fondo rispetto al risk free ed il beta del fondo. In altri termini è un indicatore del rendimento differenziale del fondo rispetto all’attività priva di rischio per unità di rischio sistematico del fondo.

La logica di costruzione degli indici di Sharpe e Treynor è la medesima. Il primo utilizza il rischio totale mentre il secondo utilizza il rischio sistematico.
L’ottenimento e l’inserimento dei dati è un’operazione meccanica l’interpretazione degli stessi richiede grande prudenza. Immaginiamo di avere un fondo con TR<0 ma con il numeratore positivo. In questo caso il contesto per l’investitore è decisamente positivo. Ciò significa che il gestore / consulente/ private banker è riuscito a fornire mediante l’utilizzo di titoli iperdifensivi un rendimento superiore al risk free. Nel caso in cui TR>0 con numeratore e denominatore negativi il fondo viene classificato come redditizio quando non lo è.

Indice di Sortino:
E’ un indice che misura il rendimento in eccesso rispetto al risk free per unità di downside risk. L’indice premia quei fondi che presentano una minore volatilità negativa.

Un elevato indice di Sortino indica che la variabilità dei rendimenti non si concentra prevalentemente al di sotto del minimo ritenuto accettabile dall’investitore, viceversa un basso indice di Sortino indica che la variabilità si concentra sotto il minimo accettabile.

Information Ratio
Gli indici fin qui esaminati considerano gli excess return del fondo / portafoglio rispetto all’attività priva di rischio. IR si differenzia poiché prende come riferimento il rendimento ed il rischio relativo rispetto al benchmark. Al numeratore sarà dato dal rendimento in eccesso rispetto al benchmark mentre il denominatore sarà rappresentato dalla TEV (Tracking Error Volatility).

IR misura il rendimento generato dal gestore (ex post) in eccesso rispetto al benchmark corretto per il grado di fedeltà del gestore al parametro oggettivo di riferimento.

Indice di Sterling
E’ definito come il rendimento complessivo di un portafoglio (sia fondi che di attività finanziarie) in un determinato periodo rapportato al massimo drawdown dello stesso. Per Drawdown intendiamo la perdita massima dopo uno dei picchi raggiunti nella serie dei rendimenti considerata.

Ulcer Index:
L`indice dell`Ulcera, o meglio conosciuto come Ulcer Index, è stato inventato da Peter Martin nel 1987 e rappresenta un indicatore molto interessante in quanto mette in relazione le perdite di periodo con il tempo di recupero.
L’Ulcer Index parte dal presupposto che la rischiosità storica di un fondo (e di una qualsiasi attività finanziaria) è determinata sia dalla profondità delle sue perdite dai massimi relativi precedentemente raggiunti, sia dal tempo necessario per recuperare tali perdite.

Questa grandezza nel Martin Ratio è al denominatore mentre il numeratore è l’excess return rispetto al risk free. In pratica quanto rendimento per unità di sofferenza.

Solo nelle distribuzioni normali media e varianza raccolgono tutto il rischio e le caratteristiche più rilevanti dei rendimenti finanziari. Considerato che la distribuzione normale è un’astrazione abbiamo bisogno di un indicatore/i che riesca/no a raccogliere tutte le informazioni in una serie di rendimenti. Forniamo quindi due nuovi indici: l’Omega, ed il Diaman Ratio.

L’indice Omega.

Dove (a, b) è l’intervallo dei rendimenti ed F rappresenta la distribuzione cumulata dei rendimenti. In altri termini l’indice Omega rappresenta il rapporto fra due aree individuate dalla soglia r intesa come rendimento minimo prescelto e ci dice la probabilità pesata dei guadagni sulle perdite relative alla soglia r.

Il Diaman Ratio:
l DIAMAN Ratio è uno dei pochi indicatori statistici deterministici, ovvero non basati sulla casualità, cioè sulla media e la varianza dei rendimenti.
A differenza degli indicatori di media e varianza come l`indice di Sharpe, il DIAMAN Ratio assegna un valore univoco ad ogni traiettoria di una serie storica, anche se la media e la varianza coincidono, mentre in un caso del genere, gran parte degli indicatori statistici conosciuti falliscono.

Dove Beta è il coefficiente angolare della regressione dei prezzi della serie storica sul tempo e R quadro è il coefficiente di determinazione della regressione.
Maggiore è il DR meglio è poiché mi dice quanto il gestore è on track.
Come lo utilizziamo?
Forniamo due spunti
DR negativo ma con elevate probabilità di rendimenti positivi futuri. Si suggerisce un piano di accumulo.
DR positivo con elevate probabilità condizionate di rendimento positivo è ragionevole un PIC

La style analysis:
Parlando di analisi grafica della performance, in caso di rendimento troppo divergente, è interessante dedurre lo stile d’investimento del fondo mediante l’analisi dei rendimenti ex post dello stesso. In estrema sintesi possiamo dire che il rendimento conseguito da un fondo viene scomposto in una media ponderata dei rendimenti conseguiti da una serie di benchmark di riferimento. Il risultato di tale analisi restituisce l’asset allocation implicita del portafoglio del fondo per il periodo considerato.
E’ opportuno avere a disposizione tale strumento di analisi al fine di ottimizzare la composizione del portafoglio dell’investitore evitando rischi di overlapping di asset class.

Conclusioni:
La letteratura scientifica offre numerosi strumenti grafici e quantitativi per la selezione degli OICR e la quantità di informazioni cui l’investitore è esposto è notevole, serve quindi un coach degli investimenti che sappia combinare insieme i diversi strumenti per far raggiungere all’investitore gli obiettivi concordati nel rispetto del budget di rischio.


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NADER OSSMAN

NADER OSSMAN

Ossman Nader nato nel 1973 laureato in Scienze Politiche indirizzo politico economico a Padova, master in commercio internazionale consulente finanziario a.o.f.s certificato EFA ed EFP  opera con una primaria rete di consulenti finanziari ed assiste i suoi clienti su tematiche relative alla pianificazione finanziaria, previdenziale, assicurativa e successoria. Contributore della rivista di divulgazione finanziaria Investors magazine.

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Ossman Nader nato nel 1973 laureato in Scienze Politiche indirizzo politico economico a Padova, master in commercio internazionale consulente finanziario a.o.f.s certificato EFA ed EFP  opera con una primaria rete di consulenti finanziari ed assiste i suoi clienti su tematiche relative alla pianificazione finanziaria, previdenziale, assicurativa e successoria. Contributore della rivista di divulgazione finanziaria Investors magazine.