Le previsioni estive dello S&P500. Anche quest’anno giochiamo sotto l’ombrellone.

Anche quest’anno abbiamo deciso di dilettarci nel gioco estivo:

la previsione sull’andamento dell’indice americano S&P500

I precedenti articoli li potete trovare al seguente indirizzo

https://risparmioamico.altervista.org/category/analisi-dati-macroeconomici/utili-attesi-sp500/

La previsione dello scorso anno (che potete LEGGERE QUI) indicavano per la seconda parte del 2018 un valore tra i 2800 e i 2900 punti e considerando che oggi siamo a 2837 possiamo dire che al momento per il terzo anno consecutivo la “previsione” pare azzeccata.

Non volendo deludere quanti stanno aspettando che le previsioni non si avverino per poter saccentemente ribadire che i mercati sono imprevedibili (cosa su cui concordiamo e per capirlo vi invito a leggere i seguenti post

https://risparmioamico.altervista.org/proiezione-sp500-non-par-vero-cit-pitura-freska/ e
https://risparmioamico.altervista.org/sp500-proiezioni-riflessioni/ )

ecco a voi il grafico con la previsione 2019.

 

Il range per fine 2019 è previsto tra 3100 e 3400 (linea arancio e blu) con un valore indicativo sui 3200 (linea nera tratteggiata).

Come specificato negli articoli di cui ho riportato sopra il link la condizione necessaria affinché tale previsione possa avverarsi è che gli utili attesi vengano confermati nei prossimi trimestri (e per capire il perché vi invito a leggere le note a fine articolo sulla metodologia utilizzata per elaborare la previsione).

Per il resto è un gioco che, tra un sudoku ed un cruciverba, ci siamo abituati a fare sotto l’ombrellone.

Buona lettura e buone vacanze a tutti.

METOLOGIA

Alla base di un qualsiasi investimento sta la regola che il prezzo pagato deve essere inferiore al valore futuro che si prevede avrà il bene o l’attività acquistata.
Questo vale anche per i mercati finanziari (anche se spesso molti si dimenticano che acquistare un’azione significa acquistare un’attività reale il cui valore oscilla nel tempo e che dipende dal contesto macroeconomico).

Di modelli per stimare il valore atteso di un mercato azionario come quello americano ce ne sono molti (Capm, Gordon, ecc) ed anche noi nel ns piccolo ci divertiamo periodicamente a calcolarlo.

Gli strumenti utilizzati sono:

– il P/E storico dell’indice S&P500
– gli utili trimestrali attesi sia dagli analisti che dalle aziende che compongono l’indice

Questi dati opportunamente rielaborati vengono trasformati in punti dell’indice e con essi provvediamo a creare due indici:

– il valore che dovrebbe avere il mercato azionario in base al p/e storico e gli utili attesi dalle aziende (linea blu del grafico)
– il valore che dovrebbe avere il mercato azionario in base al p/e storico e gli utili attesi dagli analisti (linea arancio del grafico)

Sovrapposte graficamente all’andamento dello S&P500 (linea rossa) offrono parecchi spunti di riflessione.

Il primo che l’andamento del mercato azionario è correlato all’andamento degli utili aziendali.
All’aumentare degli utili il mercato azionario cresce e viceversa. Tale evidenza dovrebbe essere ovvia. Se il valore di un’attività (ricordiamoci che quando si acquistano azioni si acquista un pezzo di un’azienda) è data dalla sua capacità di generare redditi l’aumento di questi ultimi dovrà necessariamente farne aumentare il valore.
Purtroppo spesso ci si dimentica di tale aspetto e si ritengono i valori espressi dal mercato prodotti dal caso o manipolati dalle solite “mani forti”. Se nel breve periodo la presenza di operatori speculativi con orizzonti temporali di breve può far pensare che sia realmente così, nel medio lungo il mercato è più razionale di quanto possa sembrare (per fortuna) e il denaro viene investito dove è o si prevede sarà più remunerativo.
Il secondo spunto è che, escludendo il periodo di follia tra il 1998 e il 2000 in cui gli utili erano considerati un optional, i periodi di rialzo dei mercati sono stati caratterizzati da un valore dell’indice inferiore ai valori attesi calcolati sulla base di quanto sopra esposto. Quando nel 2007 il valore di mercato ha superato quello atteso ne è seguito un forte repricing.
Come sottolineato nei precedenti post le bolle scoppiano quando un evento politico, economico di forte impatto mediatico costringe gli operatori a prendere atto che le valutazioni raggiunte dal mercato sono eccessive rispetto al suo reale valore attuale e futuro. Verificare nel tempo se il mercato esprime un valore coerente può aiutare a prendere le proprie decisioni di investimento.

 


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