L’orologio di MONTE CARLO [Una nostra invenzione per stimare l’orizzonte temporale degli investimenti]

Uno dei capisaldi della costruzione del portafoglio è sicuramente quella di individuare il corretto portafoglio in base all’orizzonte temporale.
Purtroppo i prospetti informativi di fondi ed ETF non ci sono molto d’aiuto dato che classificano praticamente ogni cosa che contenga azioni sotto la dicitura “orizzonte temporale superiore ai 5 anni.”

Sicuramente è meglio di niente, in questo modo i potenziali investitori possono comprendere se uno strumento sia adatto a realizzare progetti di breve o di lungo periodo, però salta agli occhi come inserire nella medesima categoria un progetto a 6 anni e uno, magari previdenziale, a 20 anni sia un modo troppo spannometrico di misurare l’orizzonte temporale. Dal vivo dico “ca**ometrico”, ma qua non va bene.

Meglio di niente, ma POCO meglio di niente

Ci sono molti metodi più precisi per misurare un orizzonte temporale rispetto al vecchio sistema del “breve – medio – lungo periodo”, qui ne analizzeremo uno dei tanti.

Un metodo più scientifico, che è stato nel tempo apprezzato dai miei assistiti è quello di utilizzare la simulazione Monte Carlo come strumento per misurare il possibile andamento futuro di un investimento e stimare le probabilità di quello che potrebbe accadere negli anni successivi.

La simulazione Monte Carlo è un metodo di indagine inventato alla fine degli anni 40 nel cosiddetto progetto Marshall, un gruppo di scienziati fra i quali Enrico Fermi, Stanisław Marcin Ulam e John von Neumann.

Viene applicato in moltissimi ambiti scientifici e statistici, specie per la soluzione di problemi complessi.

Volendo spiegare in modo molto semplice la sua applicazione in finanza possiamo dire, con una certa approssimazione, che il sistema consiste nel fare una serie di simulazioni casuali e non correlate, ma tutte compatibili con i nostri dati di partenza: la volatilità ed il rendimento atteso del nostro investimento.

Sembra complesso? Niente paura, anzi. Il sistema può richiedere lavoro per essere implementato (ma è una cosa che non devi fare tu) ma restituisce una visione molto chiara e semplice dell’evoluzione futura probabilistica di un investimento finanziario.

Vi risparmio infatti la procedura per creare il sistema, dato che per un risparmiatore potrebbe essere di scarso interesse, salvo che sia un appassionato di numeri come me.

 

Lo scopo della tecnologia, per come la vedo io, è realizzare degli strumenti anche complessi ma che rendano più semplice la vita quotidiana degli utilizzatori finali e voglio sperare che questo sia uno degli esempi di come un metodo numerico possa essere utile a semplificare la vita dei risparmiatori.

 

Ipotizziamo di avere un investimento con un rendimento atteso del 4% annuo e una volatilità annua del 7% e di voler conoscere le possibili evoluzioni del nostro investimento per stimare a quale orizzonte temporale sia adatto.

Se non vogliamo accontentarci di una risposta generica come “medio – lungo periodo” possiamo utilizzare questo metodo, ed ecco cosa accade.

 

In questo caso il sistema ha elaborato una serie di evoluzioni possibili per un periodo di 240 mesi, nel dettaglio sono state fatte 1000 simulazioni. Più sono numerose le simulazioni e più avremo un quadro completo di quanto potrà accadere all’investimento che abbiamo ipotizzato.

Come si può notare la “nuvola” delle simulazioni è molto più densa o fitta nella parte centrale e si dirada mano a mano che si osservano i bordi. Questo ci dipinge un primo quadro dello scenario di probabilità, ovvero i casi estremi che si sono presentati, sia quelli buoni che quelli negativi, sono molto poco probabili (ad esempio un caso o due su 1000) mentre nella parte centrale troviamo le possibilità più realistiche (anche 800-900 casi su 1000)

Per venire maggiormente incontro alle necessità dei risparmiatori ho inventato questa specie di orologio, che “pesca” i dati dalla simulazione Monte Carlo e mostra, ad esempio, quanto sia probabile trovarsi con un risultato negativo dopo un certo numero di mesi.

 

Questo grafico è molto più facile da leggere: attorno all’orologio ci sono dei numeri che rappresentano i mesi trascorsi mentre in verde sono segnati i livelli percentuali di simulazioni che hanno dato un risultato positivo. Ad esempio: il cerchio più esterno rappresenta il 100%, quello successivo il 90%.

Si prende uno dei numeri all’esterno dell’ orologio (che rappresenta un certo mese) e si verifica a quale anello percentuale corrisponde ed avremo una stima di quanto sarà probabile essere in guadagno a quella scadenza.

Come si può notare l’area blu si allarga con il tempo, all’inizio poco più del 50% delle simulazioni ha restituito un capitale maggiore di quello investito, l’area si porta già attorno all’ 80% al 40° mese e attorno al nono anno supera il 90%. Significa che a 9 anni è molto ragionevole attendersi che il nostro investimento sarà in profitto. E mi pare che dire 9 anni sia un po’ più preciso che parlare di “medio-lungo periodo”.

Si può fare la stessa cosa per verificare, ad esempio, con quale probabilità il nostro investimento sarà in grado di “battere”, ad esempio, l’inflazione stimata oppure il rendimento del BTP decennale.

Questo ci può aiutare a comprendere come un investimento con queste caratteristiche di rendimento atteso e di volatilità sia adatto ad un orizzonte temporale superiore ai 9 anni, e come lo stesso investimento, su orizzonti di 3 o 4 anni rappresenti una scommessa.

Come diciamo spesso, una scommessa non si trasforma necessariamente in una perdita di denaro, anzi, chi ha investito sulla borsa USA negli ultimi 12 mesi ha sicuramente visto un profitto importante, e se liquidasse ora non sarebbe affatto il perdita; quindi si, le scommesse possono anche andare bene, ma investire con metodo (il motto di questo blog) è una cosa diversa; che deve massimizzare l’impatto della pianificazione e minimizzare quello della fortuna.

Per quanto il futuro possa sempre riservare delle sorprese, in qualsiasi ambito della vita, prendere confidenza con le probabilità può aiutare a gestire la propria vita in modo molto più efficiente e a crearsi delle aspettative ragionevoli sul futuro. Aspettative sulla base delle quali prendere decisioni ponderate.

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Fabrizio Monge


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Fabrizio Monge

Consulente finanziario dal 2001, appassionato di finanza comportamentale, modelli quantitativi e processi di innovazione. Ho fondato il blog www.gestionecapitali.com e collaboro con Investors' Magazine, Italia Funds People e Targatocn con la rubrica #finanzasemplice.

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