Perché investiamo? [l’importanza di una visione a lungo termine]

In questo articolo ho intenzione di mostrare come una visione miope sulle proprie necessità future possa rappresentare un pericoloso ostacolo alla realizzazione di un futuro economicamente stabile e sostenibile.

Perché investiamo?

Questa domanda, che spesso rivolgo ai miei assistiti, è fondamentale per organizzare il proprio futuro in modo consapevole ed efficiente. Spesso le risposte che ricevo sono molto evasive e alla fine, scavando un po’, scopro che le persone investono mediamente per un unico motivo: ottenere rendimenti.

L’obiettivo, in sé e per sé, è lecito e condivisibile. Tuttavia occorre una visione più ampia sui propri obiettivi finali; il rendimento e l’accumulo di ricchezza hanno un significato razionale soltanto se associati ad obiettivi il più possibile precisi e lontani nel tempo.

Provo a spiegarmi meglio.

Investire per “portare a casa” un rendimento più elevato possibile anno per anno equivale a vivere alla giornata. È una strada percorribile, ma i dati in mio possesso mostrano che è tutt’altro che efficiente. In modo polemico potrei tranquillamente affermare che invece di investire senza un obiettivo sarebbe meglio non investire affatto.

Parlando di obiettivi precisi e a lungo termine non possiamo far a meno di pensare a ciò che stiamo mettendo da parte per quando smetteremo di lavorare. Ho evitato appositamente di scrivere “per la pensione” perché se appartieni alla mia generazione dovresti sapere che il vecchio concetto di “pensione” somiglia sempre più ad una chimera che a un vero e proprio evento futuro in senso scientifico.

Mi capita, parlando di “terza età” con i miei clienti, di ricevere reazioni decisamente irrazionali. Ognuno di noi pensa, per errori di percezione o per scaramanzia, di avere una aspettativa di vita molto breve.

Da quantitativo quale sono preferisco guardare ai numeri; e dovresti farlo anche tu.

Ho preparato questo grafico partendo dalla base dati diffusa dall’Istat per cercare di razionalizzare l’argomento e tiralo fuori dal terreno melmoso delle percezioni soggettive.

Le buone notizie sono due:

– Vivremo mediamente molto più a lungo di quanto oggi possiamo immaginare (e no.. non è affatto probabile che tu appartenga ad una eccezione, rassegnati)
– Una persona paziente e razionale dovrebbe avere la strada spianata per raggiungere i propri obiettivi di vita con l’aiuto dei mercati finanziari

C’è anche una notizia brutta:

– È molto difficile tentare di guadagnare sui mercati nel breve termine, tramite operazioni di mordi e fuggi focalizzate di anno in anno.

In questo grafico creato con un tool disponibile su www.portfoliocharts.com viene simulato il rendimento statistico a breve e lungo termine di un portafoglio composto dal 60% di asset azionari e dal 40% di asset obbligazionari a media scadenza, al NETTO dell’inflazione

Dal grafico si può vedere come i rendimenti del portafoglio ipotizzato presentino una forte variabilità nel breve periodo, per poi attestarsi intorno al 5% annuo (a cui va aggiunto il tasso di inflazione) nel lungo termine

Le statistiche ufficiose che circolano in rete mostrano come oltre l’80% delle persone che si dedicano al trading online ad elevata frequenza perda soldi. Il restante 20% è composto da persone esperte che adotta dei criteri professionali ed i risultati sono molto inferiori a quelli millantati nelle pubblicità delle piattaforme.

Mi sono spesso domandato il motivo di tale difficoltà.

Una delle risposte che mi sembra meno dissimile dalla realtà è che i mercati sono estremamente imprevedibili nel breve periodo e risultano invece molto più misurabili nel lungo termine. Inoltre i mercati sono contro intuitivi (di questo parleremo in una puntata successiva) e di conseguenza puniscono in modo inflessibile coloro che si avvicinano pensando di seguire il proprio istinto.

Warren Buffet disse che i mercati sono uno strumento per traferire denaro dagli impazienti ai pazienti.

Quindi:

– Pazienza
– Razionalità
– Modelli matematici che ci assistano nel tentativo di forzare la nostra natura umana istintiva e irrazionale

Per sviluppare queste tre armi riteniamo di poterti essere di aiuto grazie all’esperienza sul campo e ad un approccio estremamente scientifico, difficile da trovare in Italia.

Prossimamente preparerò altre tavole, mi auguro interessanti, per mostrare i numeri che stanno alla base della pianificazione finanziaria. Perché la narrativa colpisce la nostra parte istintiva, ma i numeri… beh, sono numeri.

 

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Fabrizio Monge

Consulente finanziario dal 2001, appassionato di finanza comportamentale, modelli quantitativi e processi di innovazione. Ho fondato il blog www.gestionecapitali.com e collaboro con Investors' Magazine, Italia Funds People e Targatocn con la rubrica #finanzasemplice.

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