Previsioni sullo S&P500. Vediamo cosa è successo sotto l’ombrellone.

A distanza di un anno dal precedente post (leggi qui) diamo un’occhiata alle previsioni che avevamo formulato sull’indice americano sulla base degli utili attesi.

Nell’occasione avevamo affermato che affinché si potesse sviluppare un trend al rialzo solido era necessario un aumento degli utili attesi. In caso contrario (come poi è accaduto nei mesi successivi) la loro sistematica revisione al ribasso non avrebbe creato una convenienza all’acquisto.
Tutto ciò si è verificato in questi mesi ed il listino Usa si è limitato a muoversi lateralmente sostenuto dalla politica monetaria accomodante, mancanza di alternative, operazioni di buy back e problemi vari che hanno afflitto l’Europa e consigliato di abbandonare il vecchio continente.

Ed oggi a che punto siamo ?
Siamo partiti da una quotazione sui 2.100 punti per arrivare a circa 2.190.

sp500 agosto 2015 - 2016

Nulla di sorprendente se consideriamo che lo scorso anno la proiezione indicava un valore per settembre 2016 vicino ai 2.200.

In quell’occasione avevamo segnalato che si era creata una minima convenienza all’acquisto a seguito del ribasso estivo dell’indice. Infatti la linea arancio e blu (le due proiezioni dell’indice basate sugli utili attesi dagli analisi e dalle aziende) erano superiori al valore dell’indice ed alla sua proiezione in base al p/e. Questo era motivo di moderato ottimismo (molto moderato visto l’esiguo margine).

Proiezione agosto 2015

SP500 previsioni con utili attesi

Ed oggi?
La convenienza è del tutto scomparsa. L’indice è sopravvalutato rispetto agli utili attesi dagli analisti (di poco) e dalle aziende.
Se non vi fossero nei prossimi mesi ulteriori revisioni al ribasso degli utili aziendali l’indice potrebbe stancamente salire, ma i recenti dati sull’economia americana ed alcune ombre che si possono scorgere tra i numeri non invitano all’ottimismo.
In questo momento il gioco non vale la candela e solo un repricing o un’inaspettata crescita degli utili creerebbero le condizioni per un acquisto profittevole.

Buona lettura e buon investimento a tutti.

Proiezione agosto 2016

previsione S&P500 08 2016

METOLOGIA

Alla base di un qualsiasi investimento sta la regola che il prezzo pagato deve essere inferiore al valore futuro che si prevede avrà il bene o l’attività acquistata.
Questo vale anche per i mercati finanziari (anche se spesso molti si dimenticano che acquistare un’azione significa acquistare un’attività reale il cui valore oscilla nel tempo e che dipende dal contesto macroeconomico).

Di modelli per stimare il valore atteso di un mercato azionario come quello americano ce ne sono molti (Capm, Gordon, ecc) ed anche noi nel ns piccolo ci divertiamo periodicamente a calcolarlo.

Gli strumenti utilizzati sono:

– il P/e storico dell’indice S&P500
– gli utili trimestrali attesi sia dagli analisti che dalle aziende che compongono l’indice

Questi dati opportunamente rielaborati vengono trasformati in punti dell’indice e con essi provvediamo a creare due indici:

– il valore che dovrebbe avere il mercato azionario in base al p/e storico e gli utili attesi dalle aziende (linea blu del grafico)
– il valore che dovrebbe avere il mercato azionario in base al p/e storico e gli utili attesi dagli analisti (linea arancio del grafico)

Sovrapposte graficamente all’andamento dello S&P500 (linea rossa) offrono parecchi spunti di riflessione.

Il primo che l’andamento del mercato azionario è correlato all’andamento degli utili aziendali.
All’aumentare degli utili il mercato azionario cresce e viceversa. Tale evidenza dovrebbe essere ovvia. Se il valore di un’attività (ricordiamoci che quando si acquistano azioni si acquista un pezzo di un’azienda) è data dalla sua capacità di generare redditi l’aumento di questi ultimi dovrà necessariamente farne aumentare il valore.
Purtroppo spesso ci si dimentica di tale aspetto e si ritengono i valori espressi dal mercato prodotti dal caso o manipolati dalle solite “mani forti”. Se nel breve periodo la presenza di operatori speculativi con orizzonti temporali di breve può far pensare che sia realmente così, nel medio lungo il mercato è più razionale di quanto possa sembrare (per fortuna) e il denaro viene investito dove è o si prevede sarà più remunerativo.
Il secondo spunto è che, escludendo il periodo di follia tra il 1998 e il 2000 in cui gli utili erano considerati un optional, i periodi di rialzo dei mercati sono stati caratterizzati da un valore dell’indice inferiore ai valori attesi calcolati sulla base di quanto sopra esposto. Quando nel 2007 il valore di mercato ha superato quello atteso ne è seguito un forte repricing.
Come sottolineato nei precedenti post le bolle scoppiano quando un evento politico, economico di forte impatto mediatico (Brexit, banche ??!!) costringe gli operatori a prendere atto che le valutazioni raggiunte dal mercato sono eccessive rispetto al suo reale valore attuale e futuro. Verificare nel tempo se il mercato esprime un valore coerente può aiutare a prendere le proprie decisioni di investimento.


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