Proiezione S&P500. Proviamoci anche quest’anno.

#investors #risparmioamico #S&P500 #P/E

A distanza di un anno dal precedente post (leggi qui) diamo un’occhiata alle previsioni che avevamo formulato sull’indice americano sulla base degli utili attesi.

La proiezione di agosto 2016 prevedeva un valore per settembre 2017 tra i 2.400 e i 2.500 e considerando il valore attuale possiamo affermare che si sia dimostrata corretta (come quella dell’estate 2015). Se da un lato la cosa fa piacere, dall’altro impone di fare qualche riflessione (leggi qui).

Nell’occasione avevamo affermato che affinché si potesse sviluppare un trend al rialzo solido era necessario un aumento degli utili attesi.
Tutto ciò si è verificato grazie ad politica monetaria accomodante, mancanza di alternative, operazioni di buy back, diffusione di strategia passive, speranza nella politica fiscale promessa da Trump ed un’accelerazione della ripresa economica in altre aree geografiche.
Ed oggi?
L’indice rimane sopravvalutato rispetto agli utili attesi dagli analisti e dalle aziende.
Chi investe deve essere consapevole che ciò che si compra non è a sconto e questo avrà come effetto di ridurre i rendimenti attesi nei prossimi anni. Per capire cosa significa potete scaricare l’articolo pubblicato sulla rivista Investors (visita il sito) in cui viene messo in evidenza la correlazione (negativa) tra il “prezzo” pagato per comprare il mercato ed i rendimenti da quest’ultimo offerti negli anni seguenti (CLICCA PER SCARICARE L’ARTICOLO).

 

 

METOLOGIA

Alla base di un qualsiasi investimento sta la regola che il prezzo pagato deve essere inferiore al valore futuro che si prevede avrà il bene o l’attività acquistata.
Questo vale anche per i mercati finanziari (anche se spesso molti si dimenticano che acquistare un’azione significa acquistare un’attività reale il cui valore oscilla nel tempo e che dipende dal contesto macroeconomico).

Di modelli per stimare il valore atteso di un mercato azionario come quello americano ce ne sono molti (Capm, Gordon, ecc) ed anche noi nel ns piccolo ci divertiamo periodicamente a calcolarlo.

Gli strumenti utilizzati sono:

– il P/E storico dell’indice S&P500
– gli utili trimestrali attesi sia dagli analisti che dalle aziende che compongono l’indice

Questi dati opportunamente rielaborati vengono trasformati in punti dell’indice e con essi provvediamo a creare due indici:

– il valore che dovrebbe avere il mercato azionario in base al p/e storico e gli utili attesi dalle aziende (linea blu del grafico)
– il valore che dovrebbe avere il mercato azionario in base al p/e storico e gli utili attesi dagli analisti (linea arancio del grafico)

Sovrapposte graficamente all’andamento dello S&P500 (linea rossa) offrono parecchi spunti di riflessione.

Il primo che l’andamento del mercato azionario è correlato all’andamento degli utili aziendali.
All’aumentare degli utili il mercato azionario cresce e viceversa. Tale evidenza dovrebbe essere ovvia. Se il valore di un’attività (ricordiamoci che quando si acquistano azioni si acquista un pezzo di un’azienda) è data dalla sua capacità di generare redditi l’aumento di questi ultimi dovrà necessariamente farne aumentare il valore.
Purtroppo spesso ci si dimentica di tale aspetto e si ritengono i valori espressi dal mercato prodotti dal caso o manipolati dalle solite “mani forti”. Se nel breve periodo la presenza di operatori speculativi con orizzonti temporali di breve può far pensare che sia realmente così, nel medio lungo il mercato è più razionale di quanto possa sembrare (per fortuna) e il denaro viene investito dove è o si prevede sarà più remunerativo.
Il secondo spunto è che, escludendo il periodo di follia tra il 1998 e il 2000 in cui gli utili erano considerati un optional, i periodi di rialzo dei mercati sono stati caratterizzati da un valore dell’indice inferiore ai valori attesi calcolati sulla base di quanto sopra esposto. Quando nel 2007 il valore di mercato ha superato quello atteso ne è seguito un forte repricing.
Come sottolineato nei precedenti post le bolle scoppiano quando un evento politico, economico di forte impatto mediatico costringe gli operatori a prendere atto che le valutazioni raggiunte dal mercato sono eccessive rispetto al suo reale valore attuale e futuro. Verificare nel tempo se il mercato esprime un valore coerente può aiutare a prendere le proprie decisioni di investimento.

Buona lettura e buon investimento a tutti.


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