S&P500 Proiezioni e riflessioni.

Sebbene abbiamo pubblicato recentemente le nostre proiezioni sull’indice S&P500 (vedi post del 13/08/2016) voglio ritornare sull’argomento a seguito di un’analogo post del 03/10/2016 di John Butters analista di Facset.

Sulle stime citate dell’analista americano non ho molto da aggiungere in quanto il valore indicato come target per l’autunno 2017 corrisponde a grandi linee a quello da noi stimato.  Come si vede dal grafico il target price è di 2.381 punti (basati sulle aspettative delle aziende), mentre nel nostro post indicavamo una forchetta tra 2.300 (stime basate sulle proiezioni delle aziende) e 2.500 (stime basate sulle sempre ottimistiche previsioni degli analisti).

sp500 target price Facset

E fin qui tutto ok.

Il primo spunto di riflessione è dedicato alle proiezioni che erano state calcolate lo scorso anno.

Come si veda dal successivo grafico a settembre 2015 gli analisti avevano calcolato un valore per settembre 2016 di circa 2.317,68 (un valore molto simile a quello ora previsto per settembre 2017 alla faccia dell’originalità). Purtroppo la realtà è stata diversa in quanto al 30/09/2016 l’indice a chiuso a 2.168.27 con un errore di circa il 7%.

sp500 target price Facset 2015

Nulla di scandaloso in quanto raramente le proiezioni risultano ex-post corrette, ma il fatto che il prezzo target previsto per settembre 2016 sia in pratica il medesimo che ora si prevede per settembre 2017 è quantomeno singolare e induce a chiedersi quale sia la metodologia di calcolo utilizzata da codesti analisti per giungere a tale risultato. Aggiungo che lo scorso anno nello stesso periodo avevamo anche noi pubblicato la nostra previsione per il 2016 (vedi post) e come si vedere nonostante la forchetta calcolata sugli utili attesi da aziende ed analisti fosse tra i 2.350 ed i 2.500 punti circa la proiezione (linea nera tratteggiata) indicava un valore più basso a circa 2.200 punti. Non molto distante dai 2.168 registrati a fine settembre.

Cosa vogliamo dire? Non certo che siamo stati più bravi degli analisti, ma proprio perchè non abbiamo le medesime competenze e gli stessi strumenti di analisi non è comprensibile che a prevedere la sottoperformance siamo stati noi.

Forse siamo stati più realisti del Re? (come è solito dire il mio mentore in ufficio).

O forse perchè non abbiamo la necessità/interesse di far apparire le cose per quelle che sono quando non positive?

Il problema delle previsioni deriva dai dati utilizzati ed in un contesto di continue revisioni al ribasso degli utili attesi prevedere una costante crescita dell’indice azionario è un atto di fede.

Nei successivi grafici ho riportato l’evoluzione negli ultimi 12 mesi dell’indice, degli utili stimati annui per il 2016 (con le relative variazioni percentuali dalla stima iniziale) e l’andamento del rapporto prezzo/utili (P/E).

Direi che c’è poco da commentare. A fronte di utili attesi in calo di circa il 20% il mercato azionario è cresciuto del 5%. Questo a fatto crescere anche il P/E da un valore appena sopra 15 a quasi 20 che indica che il listino americano non è in questo momento a buon mercato.

Variazione utili attesi vs SP500 vs PE

Una tale discrepanza consiglia quindi molta prudenza. Le previsioni formulate per il 2017 (comprese le nostre) sono condizionate dalla tenuta degli utili attesi il cui trend è ancora al ribasso. Il fatto poi che la proiezione (linea nera tratteggiata) sia nella parte alta della forchetta con utili attesi in diminuzione non è un segnale positivo in quanto è un segnale che le valutazioni del mercato sono “tirate”  ed affinché il prezzo target sia raggiunto è necessario che tutto fili liscio o la situazione migliori.

Per essere chiaro. Preferisco una proiezione/prezzo target al di sotto dei valori teorici basati sugli utili attesi in quanto un loro eventuale ribasso non comprometterebbe lo scenario ipotizzato (come lo scorso anno), piuttosto che un prezzo target nella parte alta della forchetta (come accade oggi) che non offre margini di manovra e che indica valutazioni di mercato superiori alla media storica (e quindi minori probabilità di raggiungerlo).

Se vi state chiedendo come sia possibile calcolare proiezioni apparentemente così ottimistiche (solo i posteri potranno stabilire se corrette o meno) vi assicuro che una spiegazione esiste. Ma sarà oggetto (per la sua articolazione) di un futuro post o forse, se il direttore Turissini me lo consentirà, di un articolo sulla rivista Investors in uno dei prossimi numeri.

Colgo quindi l’occasione di invitarvi ad abbonarvi approfittando del prezzo promozionale concesso ai lettori di RisparMIOamico (clicca qui). Sul numero di ottobre troverete il mio articolo sul Portafoglio Permanente e tanti altri spunti interessanti per gestire le vostre finanze offerti dai colleghi che collaborano all’iniziativa.

Buona lettura e buon investimento a tutti.


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Mauro Pizzini

Mauro Pizzini

Consulente finanziario da diversi anni svolge la propria professione in un istituto bancario del Nord Italia. Iscritto albo dei promotori finanziari ha conseguito la certificazione Efa (European Financial Advisor) nel 2009 ed Efp (European Financial Planner) nel 2015. Premiato come Top Specialist ai Pfawards 2016 collabora con la rivista Investors (http://www.investors-mag.it).

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